aggiornato alle 18:53 di venerdi 18 aprile 2014


HOME PAGE | BIOGRAFIA | LE MIE COMMISSIONI | LA MIA CIRCOSCRIZIONE | AGENDA | BANDI E CONCORSI | BREAKING NEWS | LINK | UNIONE EUROPEA | CONTATTI
INTERVISTENEWS DALL'EUROPANEWS DAL GRUPPO S&DBANDI E CONCORSIDICHIARAZIONI
Home » News

Fondi strutturali e nuova programmazione 2014-2020
25 ottobre 12 | News dall'Europa

A Bruxelles sono in corso le trattative per decidere l'entitą del bilancio dell'Unione Europea per il periodo 2014-2020. Trattative molto difficili, ostacolate principalmente dal Regno Unito che ha addirittura minacciato di porre il suo veto alla riunione del Consiglio Europeo del prossimo 22-23 novembre (data in cui dovrebbe essere approvato il regolamento del bilancio pluriennale) se le cifre degli impegni e dei pagamenti saranno troppo alte per le casse britanniche.

Una delle voci che potrebbe subire il maggior taglio di fondi, oltre alla politica agricola comune, è quella della politica di coesione, che impegna circa il 35% delle risorse. 376 miliardi di euro è lo stanziamento proposto dalla Commissione per la programmazione strutturale 2014-2020 che stiamo difendendo come Parlamento dagli attacchi dei paesi "rigoristi", una cifra che si colloca in sostanziale continuità con i finanziamenti del precedente ciclo di programmazione. 
Per quanto il rigore dei conti e il risparmio dei bilanci pubblici siano talvolta necessari, non possiamo pensare che la stagnante economia continentale si possa risollevare senza sostegni mirati da parte dell'UE. E' necessario sottolineare che il bilancio dell'UE per il 95% è destinato ad investire in crescita e sviluppo con positive ricadute in tutti i settori verso i quali è diretto.
L'Europa di questi tempi non può certo permettersi di non puntare alla crescita della sua economia. 
Le discussioni sulle regole che disciplineranno i prossimi fondi strutturali (2014-2020) sono già avviate e, per quanto difficoltoso, il dialogo tra Consiglio e Parlamento prosegue.
La posta in gioco è elevata tanto in termini di dotazione finanziaria, quanto in termini di ricaduta economica e sociale per i quasi cinquecento milioni di cittadini europei.
E per il 60 milioni di cittadini italiani? E' risaputo che l'Italia è un paese che spende poco e male.
I risultati sinora ottenuti sono tutt'altro che soddisfacenti e purtroppo non fanno che confermare alcuni luoghi comuni che da sempre alimentano il dibattito sui finanziamenti europei nel nostro Paese. 
Eppure l'entità delle risorse in campo richiederebbe ben altra attenzione.
Su una programmazione comunitaria di 347 miliardi di euro per gli anni 2007-2013, all'Italia ne sono andati oltre 28. 
Ad oggi, quando alla scadenza per programmarli manca poco più di un anno, ne abbiamo utilizzati poco più di un quarto, appena il 26,3%. 
Il ministro Barca, che abbiamo recentemente incontrato in occasione della presentazione del portale "Open Coesione", nel commentare la bassa performance dell'Italia, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, ha parlato di "anomalia”. 
In passato, infatti, come Italia avevamo saputo mantenere una media di spesa adeguata. Il crollo, l’anomalia, ha coinciso con il governo Berlusconi.
Da parte nostra, al di là di un possibile rischio - peraltro del tutto reale - di rispedire al mittente miliardi di co-finanziamento comunitario, pensiamo valga la pena soffermarsi sulle ragioni di questa bassa quantità e qualità della spesa.
Innanzitutto occorre prendere atto delle responsabilità a livello politico con scelte che purtroppo hanno penalizzato la realizzazione di grandi investimenti, soprattutto nel mezzogiorno. Per non parlare dei tempi di messa a punto delle grandi opere che risultano incompatibili con il ciclo di programmazione settennale comunitario.
A ciò si aggiungono la scarsa capacità di programmazione degli enti locali e le difficoltà della pubblica amministrazione nel concepire opere infrastrutturali funzionali allo sviluppo e alla coesione sociale.
Per un utilizzo ottimale non solo quantitativo ma anche qualitativo dei finanziamenti comunitari è necessario mettere in moto una filiera di buon governo. 
A questo proposito forse sarebbe utile, per la programmazione 2014-2020, prevedere un momento – una sorta di stati generali – di dibattito pubblico capace di mettere a fuoco l’importanza di questa politica per lo sviluppo del paese, coinvolgendo gli enti locali, le associazioni di categoria, i sindacati e tutti i soggetti in grado di dare un contributo per promuovere un vero e proprio salto di qualità.

Salvatore Caronna - Articolo pubblicato dal quotidiano "l'Unità" lo scorso 15 ottobre




TAGS:
salavatore caronna |  politica di coesione |  fondi strutturali |  nuova programmazione 2014-2020 | 

AGENDA APPUNTAMENTI
« Luglio 2014 »
DoLu MaMe GiVe Sa
  1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31
tutti gli appuntamenti


Pubblicazioni

 
In questa sezione č possibile scaricare le pubblicazioni realizzate in collaborazione con il Gruppo dei Socialisti & Democratici al Parlamento europeo [»]


Io non Spreco!

 
Campagna contro lo spreco alimentare [»]


Lezioni d'Europa

 
Corso formativo ed informativo sul funzionamento dell'Unione Europea e sulle modalitą di accesso ai principali strumenti di finanziamento comunitari [»]


La nuova politica di coesione 2014-2020

 
Il 16 ottobre 2011, la Commissione europea ha adottato una serie di regolamenti legislativi che definiranno le linee della politica di coesione dell'EU per il periodo 2014-2020 [»]


Visite al Parlamento Europeo

 
Quali sono il ruolo e le funzioni del Parlamento e delle altre istituzioni comunitarie? Č possibile scoprirlo e toccarlo con mano, partecipando a visite guidate periodiche a Strasburgo, Bruxelles e in Lussemburgo [»]


Newsletter

Inserisci nel campo sottostante il tuo indirizzo email per ricevere le nostre informazioni direttamente nella tua casella di posta



RICERCA NEL SITO


SOCIAL NETWORK








visualizza la galleria completa »




L'Unione Europea



AGRI - Agricoltura e Sviluppo rurale REGI - Sviluppo regionale CEV - Centre Europeen du Volontariat



Copyright © 2012 SALVATORE CARONNA
info@salvatorecaronna.it