Abbandonare il “culto dell’immediato” (copyright di Jacques Delors) e l’ossessione del “consenso facile” che ne deriva; rivendicare “orgogliosamente” gli elevati standard di qualità della vita e competitività raggiunti; e, passate le elezioni regionali (“da vincere bene, sostenendo con determinazione Vasco Errani e la sua coalizione”), aprire una nuova fase di pensiero e intervento politico che sappia riconoscere la dimensione globale di gran parte dei problemi e delle sfide che riguardano Bologna e l’Emilia-Romagna. Solo così sarà possibile trovare risposte altrettanto di prospettiva, affinché il nostro sistema regionale possa continuare a confrontarsi con le realtà più avanzate d’Europa e del mondo.
Questo il messaggio lanciato da
Salvatore Caronna a
Bologna, in occasione dell’iniziativa
“Bologna, Regione, Europa. Contro la crisi, governare per lo sviluppo, la solidarietà sociale, il sapere”, promossa dall’
Associazione Casa dei cittadini e svoltasi alla presenza, tra gli altri, di Giancarla Codrignani, Duccio Campagnoli, Davide Ferrari e Giuseppina Muzzarelli.
Concludendo i lavori, l’Eurodeputato è stato chiaro e diretto: basta “guardarsi nell’ombelico”, Bologna e l’Emilia-Romagna sono coinvolte da “una trasformazione profondissima che investe il mondo intero”, e l’unica uscita positiva possibile dalla “crisi più grave degli ultimi 70 anni” passa dalla constatazione che occorre misurarsi sullo scenario europeo. “L’Europa – ha proseguito – è tutt’altro che lontana, piuttosto è decisiva per costruire risposte credibili ai nostri problemi locali”.
Passato il voto, Caronna ha perciò auspicato che si torni a parlare di, e soprattutto a fare, politica con la p maiuscola. Una politica, sono state le sue parole, che riconosca in partenza a Bologna un ruolo di primo piano, non scollegato dall’intero sistema metropolitano, nel contesto emiliano-romagnolo. “Così facendo – ha proseguito – potremo reinvestire nel futuro lo straordinario patrimonio di benessere e coesione sociale che abbiamo costruito nel tempo, e del quale dovremmo anche andare più orgogliosi”.
Se questa è la ricetta locale, ragionando in prospettiva per l’intero Paese, quella stessa politica con la p maiuscola dovrà inoltre ribaltare uno strano paradosso e arginare un gravissimo rischio. Il primo è quello che vede le sinistre europee in estrema difficoltà, proprio mentre i loro valori più importanti tornano in auge dopo la sbornia neoliberista. Il rischio invece è che gli effetti più devastanti della crisi, “che presto si abbatteranno sulle nostre realtà”, possano scatenare “torsioni autoritarie” e favorire il dilagare delle destre più estreme e xenofobe.
La sinistra torni insomma a essere tale, ha concluso e auspicato Caronna, indicando due parole chiave: ripartire dalla centralità del lavoro e “affermare una nuova, più moderna, e concreta idea di uguaglianza”.